The unexpected Germany

My Trainee Program at SCHRÖDER DESIGN 

It is time to make the summary of my experience at büro Schröder Design, in Leipzig – East Germany! I regret that it is almost over.. I will soon have to go back home and find my way.

I believe that when an important period is about to change, we should reflect on what it has brought and how we can get the most out of it.

But let’s start with the very beginning…

The first feeling that I had when I learned I was one of the winners of the ProMani project was fear. Fear because two weeks after I would have moved to Germany, I would have left my friends and family for more than a holiday time span and, on top of it, I would have to face a totally different culture and a totally new and extremely difficult language. In fact, my biggest concern was to spend the following three months on my own, not being able to understand and be understood. However, besides the fear, I was also very enthusiastic about the course my life was taking. Working in Germany would have meant taking part of a German team and learning a new and very effective working method.

To tell the very truth, some days before my departure, I was told that Germans were a very cold and close community and that it would not be easy to communicate with them. This was not out of the blue to me, since it is a saying in Europe: Italians are intrusive; British are always on time and Germans are cold and detached. If, at that time, I could only imagine that these stereotypes were a bit exaggerating the reality, now I can definitely say that German people are far from being that way. On the contrary, from the time I made my first step in Germany, I had been warmly welcomed and very well treated by everybody here.

Upon entering in the büro, I have found a very cozy atmosphere with friendly and helpful people. Herr Schröder introduced me to the team, he showed me my work station and guided me around the studio, listing all the things that could be helpful to me. After a few days, I was already in harmony with the team. It was as easy as it seems from my words, because I had been involved in the projects since that day, so that I immediately felt one of them.

To give an example, when we have lunch, we all sit at the same table. This is already something that I have never done in Italy! Sometimes, during breaks, we have fun playing games which are designed for children who are fledgling with German. It is a funny way to make me learn german and also a way to collect feedbacks about the project for them.

Some days ago Herr Schröder and I went to a conference at the Bauhaus school in Dessau, a place where the brightest minds of Design study and teach. In an other  occasion he involved me to took part in a meeting about the VDID (VERBAND DEUTSCHER INDUSTRIE DESIGNER) where Herr Schröder is the delegate of the Sachsen region.

I think that this experience it is not only crucial to improve my professional and international skills, but it is also a chance to know new colleagues/friends/people coming from another country. They have welcomed me in their culture and help me to familiarize with a new language, which I definitively want to learn! Who knows, I might come back in the future..

Again, it is difficult to leave your country, your parents, girlfriend and friends and to take a challenge abroad. But it is not less difficult to leave everything and go back. Here, indeed, comes the price of a farewell, of separating to your new friends and, in a way, your new world.

For all these reasons, I hope that this is more a “see you soon” than a “goodbye”.

I am a better person now than I was at my arrival, and this is what most of all matters.

Dankeschön Schröder Design, thanks for everything.

I have to say thanks also to Arezzo innovazione and the Tuscany Region for having organized the ProMani project. It was a fantastic experience!

Giacomo Semboloni

 

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Essendo sfortunatamente agli sgoccioli di questa esperienza professionale alla SCHRÖDER Design un büro di Leipzig nella Germania dell´est è arrivata ora di tirare le somme! cosa che non mi piace affatto… ma credo che quando siamo vicini ad un cambiamento importante „nel mio caso tornare in Italia e trovare la mia strada“, è giusto farsi un resoconto sú quello che è stato e cercare di trarne il meglio.

Voglio iniziare ha raccontare di questa esperienza proprio dall’inizio….

La prima sensazione che ho avuto appena sono venuto a sapere che avevo vinto il progetto ProMani, è stata paura! Il pensiero che due settimane dopo dovevo lasciare la mia famiglia i miei amici e trasferirmi per tre mesi in Germania mi spaventava. Soprattutto perchè non sapevo una parola di tedesco e non è tanto rinomata come una lingua facile da imparare. Mi proiettavo già nei mesi successivi, da solo senza parlare con nessuno perchè non ero in grado di capirli e di conseguenza non ero capace di farmi capire. Ma allo stesso tempo ero molto entusiasta, perchè avrei lavorato in un altro stato, a stretto contatto con un team tedesco dove avrei imparato molto tra cui un nuovo metodo di lavoro molto diverso dal mio.

Se devo dire la verità, i giorni prima di partire non mi sono stati di aiuto, in molti mi parlavano dei Tedeschi come di un popolo freddo con cui non sarebbe stato facile comunicare e anche perchè in Europa c’è lo stereotipo che gli Italiani sono invadenti, gli Inglesi sono puntuali e i Tedeschi sono un popolo freddo e distaccato. Cosa piú sbagliata infatti non potevano dirmi ne ho avuto la conferma appena ho messo il primo piede in Germania.

Appena entrato nel büro, ho trovato un ambiente molto familiare con persone cordiali e semplici sempre pronte ad aiutarti. La prima cosa che Herr Schröder ha fatto mi presentato al team, mi ha fatto vedere la mia postazione di lavoro e mi ha guidato per lo studio mostrandomi tutto quello che poteva servirmi per svolgere il mio lavoro al meglio. Dopo pochi giorni sono entrato subito in armonia con il team, cosa non difficile perche sono stato coinvolto fin da subito come fossi uno di loro.

Tanto per fare un esempio durante la pausa pranzo mangiamo tutti assieme, seduti nello stesso tavolo cosa che mi ha colpito perche in Italia non è facile da trovare. Addirittura per aiutarmi a imparare il tedesco a volte ci divertiamo a giocare ad un gioco progettato da loro per bambini alle prime armi con la lingua tedesca, un modo divertente per imparare il tedesco per me e per avere feedbacks sul progetto per loro.

Con Herr Schröder siamo stati ad una conferenza alla Bauhaus di Dessau, luogo dove tanti genii del Design hanno studiato e insegnato, addirittura una volta sono stato coinvolto in una riunione della VDID (VERBAND DEUTSCHER INDUSTRIE DESIGNER) dove Herr Schröeder ne è il rappresentante della regione Sassonia.

Credo che questa esperienza non mi sia servita solamente per crescere a livello professionale, è stata una occasione per conoscere colleghi/amici/persone di un altro paese che mi hanno accolto nella loro cultura e aiutato a fare il primo passo  nella loro lingua, cosa che voglio assolutamente approfondire! chi lo sa mai, magari un giorno tornerò…

Non sempre è facile partire, lasciare famiglia, fidanzata e amici per mettersi in gioco in un altro paese per poi ritornare, purtroppo c’è da pagare il prezzo di subire e patire gli addi. Quindi spero che questo sia un arrivederci e non un addio,

Dankeschön Schröeder Design, grazie di tutto.

Mi sento di dover ringraziare anche Arezzo Innovazione e la Regione Toscana per

Aver organizzato il progetto ProMani, perchè senza quello non avrei potuto fare questa fantastica esperienza.

Giacomo Semboloni

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